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Giullare di Corte

La crisi energetica: una svolta per l'umanità

Rudo de Ruijter
Ricercatore indipendente, Paesi Bassi
Ultimo aggiornamento: gennaio 2009

Per oltre 150 anni la disponibilità di energia è costantemente aumentata e la popolazione mondiale ha conosciuto una vera e propria esplosione demografica. Adesso stiamo entrando in un'era di crescente scarsità energetica e di riduzione del numero di abitanti. Se vogliamo continuare a prosperare, la nuova era esige nuovi principi economici, tra cui una riforma del sistema bancario che i membri del Parlamento possono imporre se ne hanno la volontà.

Da gennaio 2007 a luglio 2008 i prezzi del petrolio sono aumentati a un ritmo esplosivo. E questa volta non per un'azione dell'OPEC, il pericolo di una guerra, o un inverno troppo freddo, ma perchè abbiamo raggiunto un punto di svolta nella fornitura petrolifera: la domanda continuava a crescere e lo sfruttamento dei giacimenti ha raggiunto il suo massimo. I paesi esportatori usano sempre di più il petrolio per i loro bisogni, e la quantità destinata all'esportazione si riduce.

A causa della recessione globale, dal luglio 2008 la domanda è scesa al di sotto dell'offerta e ha provocato il crollo dei prezzi petroliferi [1]. È una boccata d'ossigeno per tutti coloro la cui attività dipende dall'oro nero, ma dovremmo essere consapevoli del fatto che, nonostante i prezzi più bassi, l'era della sempre maggiore disponibilità di petrolio è oramai alle nostre spalle.

Chi fa affidamento sulle fonti alternative di energia sta prendendo un abbaglio: gas, carbone, idroelettrico, eolico e solare non possono sostituire completamente la penuria di petrolio. Il mondo dovrà usare meno energia.

La disponibilità attuale è data da un mix di petrolio (36%), gas (24%), carbone (28%), nucleare (6%), idroelettrico (6%) e fonti rinnovabili come l'eolico e il solare (1%).


Il ricercatore canadese Paul Chefurka ha effettuato un'analisi e una previsione di ciascuna fonte di energia, sintetizzate nei grafici a sinistra e sotto (per ulteriori dettagli e spiegazioni consultare il suo articolo "Energia mondiale e popolazione" [1] all'indirizzo. http://www.courtfool.info/en_World_Energy_and_Population.htm)

 

La maggior parte dei giacimenti mondiali sono "vuoti" o in via di esaurimento (picco petrolifero). Trivellare quelli più piccoli richiede investimenti molto più consistenti, e la velocità di estrazione è comunque inferiore. Questa contrazione delle capacità può essere compensata solo in parte dalle altre fonti energetiche.

Il picco dell'estrazione di petrolio è previsto per l'immediato futuro. I giacimenti di carbone più ricco dal punto di vista del rendimento energetico (antracite) si stanno in buona parte esaurendo, e quelli che restano offrono un minerale più povero con costi di estrazione più elevati; il carbone rilascia inoltre grandi quantità di CO2, e le soluzioni proposte sono ancora in fase sperimentale. La capacità delle centrali nucleari in attività o previste è di gran lunga troppo limitata per far fronte alla minore disponibilità di energia, e non ci si può aspettare una rapida produzione di sostituzione. Le energie rinnovabili (come l'eolico o il solare) hanno un peso trascurabile nel consumo totale; nonostante gli sviluppi sperati, la loro quota resterà insignificante ancora per lungo tempo. [1]

Popolazione mondiale
 

La crescita esplosiva della popolazione mondiale è stata resa possibile dal consumo di energia fossile non rinnovabile. Adesso le estrazioni hanno raggiunto il tetto, e quel che resta richiede maggiori costi e sforzi in cambio di minori quantità.

Il ridursi della disponibilità energetica avrà come logica conseguenza un crollo della popolazione mondiale.
 

 


Sensibili differenze tra i vari paesi

Ogni anno l'umanità consuma in media 1,8 toe (Tons of Oil Equivalence, tonnellate equivalenti di petrolio) a testa, ma la distribuzione a livello mondiale varia sensibilmente: i 2,8 miliardi di persone che popolano Cina, India, Pakistan e Bangladesh consumano solo 0,8 toe a testa in confronto agli 8 toe dei cittadini statunitensi.

Se esaminiamo la dipendenza dalle importazioni di energia, noteremo che i paesi dell'Europa occidentale, del Giappone e degli USA importano annualmente oltre 2 toe per persona (dati 2005).

 

In caso di tagli sui mercati dell'esportazione di energia, questi paesi sono i primi ad avere problemi. Gli USA hanno un vantaggio: la maggior parte dell'energia è trattata in dollari e dal punto di vista finanziario possono disporne liberamente (grazie all'inflazione e alla crescita del debito estero). [3]

Il ruolo degli altri paesi che importano energia è doppio: se da un lato la loro domanda di dollari aiuta a mantenere in piedi il valore della valuta (e allo stesso tempo l'impero americano), dall'altro sono in maggioranza anche alleati militari degli USA, che profittano largamente dell'invasione dell'Iraq e dell'Afghanistan. [4]

Usi del petrolio

L'attuale crisi petrolifera mette in triste evidenza il fatto che le differenti forme di energia non possono essere facilmente intercambiate. Il petrolio viene trasformato in diesel (70%), benzina (13%), bitume, lubrificanti, kerosene, butano, gas liquido, nafta, benzene e toluene.

Nafta, benzene e toluene sono i materiali di base per i derivati chimici, le plastiche, le fibre sintetiche e le gomme.

I derivati chimici s'impiegano, tra l'altro, in prodotti di pulizia, medicinali, anticongelanti, pitture, insetticidi, fertilizzanti, saponi ed esplosivi: le materie plastiche in borse, canestri per birre, valigie, pattumiere, cruscotti, tubi, grondaie, rivestimenti per pavimenti e polistirene; le fibre sintetiche in tessili, siliconi e pneumatici. [5]

Sono tutti prodotti di uso quotidiano, che in buona parte non possono essere facilmente rimpiazzati.

Trasporto e coesione

Dappertutto la massiccia disponibilità di diesel e benzina ha plasmato l'organizzazione e la coesione delle società. Le distanze da coprire, fino ad oggi considerate normali, diventeranno costosissime, in particolare nei settori dell'approvvigionamento alimentare, dei trasporti, del commercio, e dell'industria. E anche nei rapporti sociali le brevi distanze diventeranno sempre più importanti.

Alimenti e energia

La moderna produzione alimentare consuma una enorme quantità d'energia. Negli USA, la produzione di 1 unità di energia alimentare richiede 1,56 unità di energia di fonte fossile. Se consideriamo anche trasporto, trattamento, imballaggio, distribuzione, conservazione e uso, l'unità di energia alimentare richiede non meno di 7,36 unità di energia di fonte fossile [6]. Nel 2008, la più grande minaccia per l'agricoltura intensiva è rappresentata dal prezzo dei fertilizzanti, che a causa della crisi petrolifera è più che raddoppiato [7]. Per una buona parte della popolazione mondiale, i prodotti agricoli stanno diventando troppo cari. Gli alimenti tradizionali prodotti dagli agricoltori della zona in cui si vive permettono le maggiori economie di energia.

Continuare vuol dire combattere

Con la popolazione agli attuali livelli, è praticamente certo che nei prossimi 75 anni non vi sarà abbastanza cibo ed energia. Se non si riduce drasticamente la popolazione e non si elimina la lotta per la crescita economica, un numero sempre maggiore dei nostri ragazzi dovrà andare a combattere per ottenerli (e naturalmente queste guerre verranno fatte passare per operazioni di pacificazione, aiuto allo sviluppo, democratizzazione, o per qualsiasi altra cosa si inventino i capi dei paesi industrializzati nel tentativo di evitare ai loro paesi morte e distruzione).

Modello di sviluppo

La crescente disponibilità di energia non solo ha permesso una crescita esplosiva della popolazione, ma ha anche portato allo sviluppo di modelli economici che si basano sul principio di uno sviluppo economico senza fine e di una sempre maggiore disponibilità di materie prime, energia, forza lavoro e consumatori.

In buona parte dei paesi, l'economia e il modo di pensare dei politici sono stati condizionati da tali modelli, il cui motore è il sistema monetario che, grazie all'inflazione permanente, obbliga a un'attività ogni giorno più frenetica per evitare l'impoverimento. [2]

Anche se sui mercati esportatori già si avverte una minore disponibilità di energia, non siamo ancora stati capaci di trovare soluzioni per la nostra economia, eccetto la guerra. Per il momento mancano consapevolezza e conoscenza.

Modello alleggerito

Nel corso della nostra esistenza non abbiamo conosciuto altro che la crescita continua in tutto il mondo. Ecco perché non riusciamo a renderci conto che si tratta solo di un modello economico, valido solo in una situazione di aumento ininterrotto di energia, materiali di base, forza lavoro e consumatori.

Quando l'economia deve funzionare in un contesto di disponibilità energetica in diminuzione, abbiamo bisogno di un diverso modello economico.

Nel modello alleggerito siamo in presenza di una produzione e di un consumo in contrazione, a causa della minore disponibilità di energia. Quando disponiamo di meno energia di quella necessaria per un gran volume produttivo, dobbiamo, ovviamente, sforzarci di ridurre la popolazione. Se riusciamo ad avviare questa tendenza abbastanza rapidamente, la prosperità pro-capite può essere mantenuta a un livello elevato (se la popolazione è eccessiva si susseguiranno guerre e crisi economiche).

Riforma bancaria

Nel sistema attuale, le banche creano nuova valuta ogni volta che elargiscono un finanziamento. Per il sistema bancario preso nel suo insieme non esiste un limite univoco alla sfrenata creazione monetaria, che, nel migliore dei casi, può solo essere accelerata o rallentata manovrando i tassi d'interesse della banca centrale. Ma le stesse banche centrali traggono vantaggio dall'inflazione e dalla variazione dei tassi d'interesse, che forniscono loro nuove entrate grazie alle operazioni monetarie che ne garantiscono l'indipendenza. [2]

Il sistema d'inflazione permanente dovrà essere sostituito. La creazione di valuta dovrà essere consentita solo alle banche centrali, e le banche centrali dovranno diventare strutture intermedie per gestire i finanziamenti ai clienti, che non soffriranno invece alcun cambiamento: i loro conti bancari continueranno a funzionare nella stessa maniera.

Eliminando il permesso concesso alle banche di creare valuta, e limitando questa possibilità esclusivamente alle banche centrali, queste ultime potranno immediatamente bloccare l'inflazione.

Successivamente le banche centrali controlleranno accuratamente la quantità di circolante, in modo da prevenire ogni svalutazione dell'unità monetaria.

In coordinamento con le autorità, potrebbero essere applicati tassi d'interesse diversi per le diverse classi di finanziamento: gl'investimenti a lungo termine per una società sostenibile, ad esempio, potrebbero essere finanziati in via prioritaria e per gl'investimenti non auspicabili potrebbe essere invece adottata una politica dissuasiva. Ecco come un "modello alleggerito" può salvaguardare la prosperità anche in presenza di una riduzione della popolazione.

Si noti che la riforma bancaria sopra delineata garantisce una migliore struttura per una prosperità sostenibile anche in quei paesi in cui la disponibilità di energia continua ancora ad aumentare. Differenziando i tassi d'interesse sarà possibile finanziare gl'investimenti a lungo termine per una società sostenibile e al tempo stesso stimolare o scoraggiare per settore gli altri investimenti. La creazione eccessiva di valuta potrà essere bloccata immediatamente ed evitata in futuro.

Non è necessario applicare in uno stesso momento la riforma in tutti o nella maggioranza dei paesi. In molti paesi le banche centrali hanno probabilmente sufficiente potere legislativo da poterle implementare indipendentemente, mentre in altri le leggi dovranno essere modificate.

Membri del Parlamento

Nel corso dell'ultimo secolo, alcune banche centrali si sono costruite una dubbia reputazione come regolatrici dell’economia, e altre sono ancora tormentate dalle idee neoconservatrici di Friedman. Ecco perché non è garantito che tutte le banche centrali siano favorevoli a una riforma di questo tipo.

Nella maggior parte dei paesi il loro potere si fonda su pochissimi articoli di legge, che ne definiscono l'autorità. Se ne hanno la volontà, i governi possono cancellare queste leggi e mettere nelle proprie mani la creazione di valuta (gli oppositori potranno obiettare che i governi ne creerebbero a man bassa, ma io ritengo che la crisi finanziaria abbia dimostrato in modo inequivocabile che sono le banche quelle che profittano della situazione).

Luglio 2008
 

NOTE:

[1] Paul Chefurka, World Energy and Population e http://www.paulchefurka.ca/WEAP/WEAP.htmlhttp://www.paulchefurka.ca/WEAP/WEAP.html

[2] Segreti di denaro, interesse e inflazione

[3] Costi, misfatti e pericoli del dollaro

[4] Pipeline verso l'11 settembre

[5] Oil-products http://proto4.thinkquest.nl/~lld581/index.php?id=14

[6] Fact sheets US Food System

[7] New threat to food system: pricey fertilizer

 

tradotto da Carlo Pappalardo http://bastianini.info

 

L'autore può essere contattato via il sito www.courtfool.info

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